Dal 1° al 3 ottobre 2026 Torino ospiterà la sesta edizione della Biennale della Prossimità, l’appuntamento nazionale dedicato alle esperienze che costruiscono comunità, partecipazione, cura e innovazione sociale nei territori.
La Biennale proverà a mettere in dialogo esperienze concrete e riflessione politica, servizi e cittadinanza attiva, cura e partecipazione. L’obiettivo non sarà proporre una definizione astratta di democrazia profonda, ma mostrarne le possibili forme: spazi aperti, decisioni condivise, relazioni non strumentali, diritto al dissenso e capacità di affrontare collettivamente problemi e desideri.
In una fase storica segnata da solitudine, disuguaglianze, polarizzazione e sfiducia, la prossimità può rappresentare una pratica politica essenziale. Non una soluzione semplice o immediata, ma un metodo per ricostruire legami e restituire alle persone la possibilità di incidere sulla vita dei luoghi che abitano.
Il titolo scelto per questa edizione è “Pratiche di democrazia profonda”. Tre parole che definiscono l’orizzonte della manifestazione: non soltanto discutere di democrazia, ma sperimentarla attraverso il confronto, l’ascolto, la collaborazione e il coinvolgimento diretto delle persone.
La Biennale della Prossimità non è semplicemente un convegno o un festival. È il momento culminante di un percorso partecipato che mette in relazione associazioni, cooperative, amministrazioni pubbliche, fondazioni, gruppi informali, operatori sociali, cittadine e cittadini provenienti da tutta Italia. L’edizione torinese nasce dal lavoro condiviso tra i promotori nazionali, la Comunità di Pratiche e il Comitato Locale, formato da numerose realtà del territorio che hanno contribuito alla scelta dei temi, dei luoghi e delle modalità di lavoro.
Al centro vi è un’idea di prossimità che va oltre la semplice vicinanza geografica. La prossimità è intesa come capacità di riconoscere bisogni e desideri, attivare relazioni, condividere responsabilità e costruire risposte insieme alle persone, evitando che queste siano considerate soltanto destinatarie passive di servizi.
Il cuore del programma sarà costituito da 13 panel. Non si tratterà di conferenze frontali: brevi interventi introduttivi serviranno ad avviare un confronto che proseguirà in gruppi medio-piccoli, con il supporto di tecniche di facilitazione.
I confronti attraverseranno nodi sociali, culturali, economici e politici diversi, mettendo al centro la prossimità come pratica capace di generare partecipazione, cura, responsabilità condivisa e nuove forme di democrazia.
I titoli mostrano l’ampiezza del confronto: dalla sicurezza urbana alla dignità del lavoro, dal rapporto con le tecnologie digitali alla cultura, dalla salute all’abitare, fino all’educazione, alla sostenibilità ambientale e alla necessità di trovare risorse economiche e umane adeguate per sostenere il lavoro di comunità.
A questo si aggiungeranno tre macro-panel:
Infrastrutture sociali: sviluppo di comunità, dispositivi collaborativi, presidi sociali di prossimità
Luce nelle crepe: cultura, esperienze e atteggiamenti per attraversare differenze e fratture
Giovani e desiderio di futuro: Sconfinamenti, luoghi generativi, diritto di decidere e dissentire
Il programma non si esaurirà nei panel. Sono previsti anche talk dedicati a questioni centrali per il presente e per il futuro, insieme a laboratori corporei e partecipativi, installazioni, presentazioni di libri, proiezioni, momenti musicali e percorsi guidati nei quartieri torinesi.
La componente artistica e conviviale non sarà un semplice accompagnamento. Arte, musica, teatro, cibo e incontro informale saranno utilizzati come linguaggi della prossimità, capaci di avvicinare persone ed esperienze che difficilmente entrerebbero in relazione attraverso un tradizionale convegno.
Giovedì 1° ottobre: apertura e primi confronti
La Biennale si aprirà nella Sala Conferenze Sangalli dell’Oratorio Salesiano San Francesco di Sales.
Dopo la plenaria iniziale, le attività si sposteranno al Cecchi Point – Casa del Quartiere Aurora, che rappresenterà il principale centro operativo della manifestazione.
La prima giornata comprenderà incontri, presentazioni di esperienze, attività di coprogettazione e momenti di confronto. La serata proseguirà con una cena di strada e un concerto, nella convinzione che anche la convivialità sia uno strumento per costruire legami.
Venerdì 2 ottobre: panel, laboratori e città
Il Cecchi Point ospiterà per tutta la giornata panel, macro-panel, talk e laboratori.
Nel pomeriggio alcuni percorsi urbani accompagneranno i partecipanti alla scoperta dei quartieri e delle esperienze di prossimità attive a Torino. Sarà l’occasione per uscire dalle sale dell’evento e incontrare direttamente progetti, organizzazioni e comunità nei luoghi in cui operano.
La sera sarà dedicata alla proiezione di cortometraggi e ad altri momenti artistici.
Sabato 3 ottobre: riannodare i percorsi
La giornata conclusiva si svolgerà al Campus Luigi Einaudi.
La plenaria finale, intitolata “Riannodare”, metterà in comune gli esiti dei panel e dei diversi percorsi. Non sarà soltanto un riepilogo delle giornate, ma un tentativo di collegare domande, proposte ed esperienze emerse durante la Biennale, individuando possibili sviluppi per il lavoro futuro.
Filantropia e risparmio fiscale vanno di pari passo: puoi sostenere l’iniziativa e contribuire al bene della comunità ottenendo vantaggi per te. Ecco tre modi per sostenere “Il Dono del Volontariato” e fare la differenza, aiutando gli enti del Terzo Settore del territorio a raccogliere fondi.
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Se sei un’azienda o una società, la donazione è ammessa fino ad un massimo del 10% del reddito complessivo dichiarato (art. 83 comma 2 D.Lgs. 117/2017).
Riguardo alla deduzione, in entrambi i casi, se la somma donata supera il 10%, l’eventuale eccedenza di quanto donato può essere dedotto negli esercizi successivi, ma non oltre il quarto.
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