ONLUS: è iniziato “l’ultimo miglio”

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ONLUS: è iniziato “l’ultimo miglio”

È ormai da tutti risaputo che l’articolo 102, comma 2 del Codice del Terzo Settore dispone l’abrogazione della disciplina di favore delle Onlus e la contestuale soppressione dell’anagrafe delle Onlus, tenuta dall’Agenzia delle Entrate.

Tali disposizioni entrano in vigore dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025 e, pertanto, le Onlus con esercizio coincidente con l’anno solare (dal 1° gennaio al 31 dicembre successivo) sin dal 1° gennaio 2026 “perdono” le vecchie disposizioni da questa data, mentre quelle con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare potranno fruire delle disposizioni precedenti fino al termine del loro periodo d’imposta (cfr. circolare AE 1/E – capitolo 5).

Questo però non significa necessariamente che le organizzazioni Onlus che fino al 31  dicembre 2025 hanno fruito della disciplina di favore a loro riservata debbano obbligatoriamente estinguersi: il Codice del Terzo Settore garantisce loro la possibilità di accedere – per gli esercizi successivi a quello in corso al 31 dicembre 2025 – al regime di favore previsto per gli ETS (nel rispetto delle condizioni previste dal Codice stesso, ovvero che tali Enti siano privati, senza scopo di lucro, con finalità di utilità sociale raggiunta attraverso l’esercizio di una o più attività di interesse generale ed iscritti nel RUNTS).

Ma, attenzione, la circolare di chiarimento 1/E del 19 febbraio scorso dell’Agenzia delle Entrate riporta inequivocabilmente la disposizione che l’iscrizione nel RUNTS deve avvenire per tutte le Onlus che intendono proseguire la propria operatività come ETS entro il 31 marzo del 2026, indipendentemente dalla data d’inizio del periodo d’imposta 2026. Che, detto in altre parole, significa che anche le Onlus che abbiano un esercizio 2026 con inizio – ad esempio – al 1° luglio   devono, iscriversi nel RUNTS (meglio: presentare la richiesta d’iscrizione nel registro) entro il 31 marzo 2026.

Quindi, per schematizzare, possiamo così riassumere la prospettiva riservata a queste organizzazioni.
Esse potranno scegliere se:

  1. estinguersi;
  2. proseguire la propria attività senza la qualifica di ONLUS e senza i relativi benefici;
  3. proseguire la propria attività come Ente del Terzo settore (se ne hanno i requisiti) iscrivendosi nella appropriata sezione del RUNTS (organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, etc.) o accedendovi tramite l’iscrizione al registro imprese della Camera di Commercio (se trasformate in Imprese Sociali).

Questa scelta, tuttavia porta con sé alcune conseguenze – piuttosto rilevanti – sul piano patrimoniale:

  • la scelta “1” comporta la devoluzione integrale del patrimonio residuo ad un Ente del Terzo settore;
  • la scelta “2” comporta la devoluzione ad un Ente del Terzo settore della parte di patrimonio “incrementata” fruendo delle disposizioni di favore godute in quanto Onlus (il cosiddetto “patrimonio incrementale”);
  • la scelta “3” consente il mantenimento del patrimonio ed il suo “passaggio” all’Ente del terzo settore in cui la (ex) Onlus si è trasformata.

E, ribadiamo, la scelta “3” (quella che consente di “conservare” integralmente il patrimonio dell’Ente – per intenderci -) deve attuarsi tassativamente entro il 31 marzo del corrente anno.

La consapevolezza di ciò è quindi di grande ed attuale importanza per le organizzazioni che, ancora iscritte nell’elenco delle Onlus, non abbiano provveduto in merito.

Qualche numero può aiutarci a comprendere la rilevanza di quanto stiamo commentando: le Onlus con sede nella città metropolitana di Torino al 31.12.2024 (data di “congelamento” dell’Anagrafe mediante il blocco di eventuali ulteriori iscrizioni) erano 1168. Di queste (verifica mediante confronto del codice fiscale), 309 hanno al momento operato la scelta di “trasformarsi” in ETS.

Pur nella consapevolezza che tali numeri non rappresentino una situazione assoluta (rimangono incertezze sulla reale esistenza di alcune delle Onlus risultanti iscritte per possibili mancate comunicazioni di scioglimento etc.) è comunque rilevabile, in termini generali, una certa “riluttanza” di molte Onlus (quante?) a procedere all’iscrizione al RUNTS.

Magari anche solo per disinformazione.
E proprio a sanare questa possibile disinformazione mira questo articolo (come tutti quelli analoghi che – nel tempo – lo hanno preceduto).Perché, adesso, siamo veramente entrati “nell’ultimo miglio “

Ovviamente il nostro Centro di sevizi è a disposizione per (continuare a) fornire informazioni e supporto in merito ma è ovvio che il prevedibile “accalcarsi” degli ultimi giorni potrebbe generare notevoli problematiche o l’impossibilità di rispetto dei tempi necessari.

Per questo vorremmo invitare chi ancora non l’abbia fatto e desideri optare per la trasformazione in ETS avvalendosi del supporto del Centro a farne richiesta al più presto.

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